NavigatoriLa sostenibilità ambientale può essere realizzata anche attraverso l’infomobilità. Garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini, soprattutto quella urbana, si può contemporaneamente garantire il rispetto e la cura dell’ambiente. Lo sviluppo dell’infomobilità presuppone così non solo un servizio ai cittadini ma anche un minor impatto ambientale in termini di inquinamento atmosferico e acustico, minori emissioni di gas serra, minore produzione dei rifiuti connessi ai mezzi utilizzati, utilizzo di energie rinnovabili allo scopo e minor traffico.

La mobilità sostenibile per i cittadini, le aziende e l’ambiente

L‘utilizzo delle moderne tecnologie, soprattutto di radio-telefonia mobile riducono di gran lunga il traffico veicolare poiché si riducono i km percorsi e di conseguenza i carburanti e le emissioni inquinanti. Ciò grazie all’infomobilità che dalla cartellonistica stradale all’utilizzo di navigatori satellitari e di cellulari, ottimizza i percorsi sia per la logistica aziendale, dunque per il trasporto merci in ambito urbano ed extra-urbano, sia per i trasporti turistici e cittadini. Utilizzata a tale scopo, l’infomobilità diventa anche un mezzo per ridurre le spese energetiche e per diffondere stili di consumo sostenibile e consapevole. Laddove tali mezzi sono utilizzati in maniera integrata si riesce ad ottenere un basso impatto ambientale realizzando così un’ottima mobilità sostenibile. Non è un caso, infatti, che l’infomobilità si preoccupa di fornire informazioni anche sul bike sharing o car sharing o car pooling.

I limiti per l’infomobilità sostenibile

La mobilità sostenibile ha lo scopo d’intervenire su pratiche quotidiane che riguardano il cittadino e le aziende che possono così assumere comportamenti sostenibili. La promozione dell’infomobilità sostenibile dipende molto dalla volontà politica delle amministrazioni comunali. Queste dovrebbero implementare la mobilità sostenibile allo scopo di migliorare e aumentare gli spostamenti pubblici utilizzando più superficie stradale e ottimizzando la lunghezza dei percorsi, di conseguenza si ridurrebbe la mobilità privata. Con tale ottimizzazione è possibile ridurre anche il costo del trasporto pubblico che viene promosso anche dalle istituzioni nazionali con destinazione di fondi pubblici per il car sharing, per il rilancio del metano e per gli interventi di risanamento dell’ambiente urbano. Il metodo dovrebbe prevedere l’integrazione delle reti di accesso e l’intermodalità tra trasporto merci e persone.

Foto: fineartfotography – Fotolia

Post simili: