Il 12 dicembre 2011 si è tenuto a Firenze l’incontro dei sindaci di tutto il mondo per discutere dei Sistemi Intelligenti di Trasporto e per riflettere sui risultati del progetto italiano “Elisa” (Enti locali Innovazione di sistema) dedicato all’infomobilità. L’Uclg World Council, l’assise a livello mondiale tenutosi nella città di Firenze, rappresenta la più grande organizzazione dei governi locali appartenenti a più della metà della popolazione mondiale.
L’infomobilità nel mondo sostenuta dall’Uclg World Council
La United Cities and Local Governments (Uclg) portata a Firenze ha visto la partecipazione di 400 sindaci di città come Istanbul, Lisbona, Kabul, Stoccarda, Parigi, Malmo e tante altre città anche giapponesi. Si può dire che era presente la maggior parte dei paesi di tutti il mondo dall’Afghanistan all’Argentina, dall’Estonia alla Germania, dalla Tanzania alla Russia, dall’Iran al Chad, dalla Guinea alla Nigeria, dalla Svizzera al Regno Unito. Era presente anche il Ministro dell’Ambiente italiano Corrado Clini. Una rappresentanza ampia del mondo che nel dicembre scorso ha deciso le strategie di livello nazionale e internazionale per l’infomobilità sostenibile dei prossimi 6 anni e in particolare è stato rilevato quanto sia importante la costruzione di una governance che nasca dal basso, ovvero dai sindaci e dai cittadini che ognuno di loro rappresenta al fine di fornire servizi tecnologicamente avanzati ma attenti al territorio. La città mobile è l’immagine che può sintetizzare lo scopo di tale assise, tant’è che sono stati aperti workshop sulle politiche sostenibili per la gestione dell’infomobilità, il controllo delle flotte, la gestione del traffico portuale e dei cicli semaforici, l’infomobilità per i viaggiatori in strada, il controllo dell’inquinamento atmosferico nelle città.
Il mondo infomobile
L’integrazione delle tecnologie e della connettività disponibile è la vera sfida per tutto il mondo. Infatti non basta più saper osservare e gestire il traffico pubblico, bensì fornire infrastrutture omogenee e in sinergia tra loro per offrire il miglior confort per il trasporto del cittadino, del lavoratore e del turista, dunque non resta che curare l’organizzazione dell’infomobilità. Così spetta alle singole amministrazioni e industrie concorrere insieme al raggiungimento di tale obiettivo per fornire un servizio puntuale e personalizzato a tutti.
Foto: nenne – Fotolia
Tra le azioni quotidiane rientra a pieno ritmo l’utilizzo dell’infomobilità, ovvero l’uso pubblico o privato delle odierne tecnologie dell’informazione che mantengono aggiornati i cittadini sulla mobilità di persone e merci. Un moderno supporto informativo entrato silenziosamente nella quotidianità di quasi tutti i cittadini rendendo intelligenti i loro spostamenti. Anche la logistica delle merci è supportata intelligentemente dall’utilizzo di dispositivi e moderne tecnologie che agevolano e facilitano la loro movimentazione. Ma l’infomobilità non è solo questo.
Google Transit è uno strumento di cui, potenzialmente, si può avvalere tutta la popolazione mondiale per cercare orari e linee dei sistemi di trasporto pubblico del luogo d’interesse. Ma a tutt’oggi non tutti i paesi del mondo e non tutte le città sono allineate su uno stesso standard di offerta dell’infomobilità. In Italia, ad esempio, ci sono ancora resistenze o limiti che riguardano la legge sulla privacy e la forte sindacalizzazione. La prima pone degli interrogativi sul consenso che i lavoratori possono dare o ricevere dall’azienda pubblica e privata sull’utilizzo delle tecnologie interessate, la seconda pone degli ostacoli sull’utilizzo di tali tecnologie che potrebbero diventare strumenti di controllo del lavoratore.
La sostenibilità ambientale può essere realizzata anche attraverso l’infomobilità. Garantendo il diritto alla mobilità dei cittadini, soprattutto quella urbana, si può contemporaneamente garantire il rispetto e la cura dell’ambiente. Lo sviluppo dell’infomobilità presuppone così non solo un servizio ai cittadini ma anche un minor impatto ambientale in termini di inquinamento atmosferico e acustico, minori emissioni di gas serra, minore produzione dei rifiuti connessi ai mezzi utilizzati, utilizzo di energie rinnovabili allo scopo e minor traffico.
L’infomobilità si basa sull’uso delle moderne tecnologie. Questo è il caso delle tecnologie al servizio dell’uomo e dell’ambiente. Se le prime si basavano sulla cartellonistica stradale le attuali sono in uso ma allo stesso tempo in continua evoluzione. Se tecnologie sono indicate da sigle spesso incomprensibili, presto si scopre che sono già diffusamente utilizzate, anche senza saperlo. GSM, GPRS, UMTS sono già abbondantemente utilizzate poiché tutti possono accedervi.
I social network sono utilizzati dalle amministrazioni pubbliche sia prima che dopo la realizzazione di servizi per l’infomobilità. Alcuni comuni italiani, come Bologna, prima di implementare nuove tecnologie da mettere al servizio del cittadino per informazioni sui mezzi pubblici di trasporto e sul traffico, hanno effettuato sondaggi e ricerche sui social network per capire come e quale tecnologia sull’infomobilità sia più utile ai cittadini.